martedì 6 maggio 2008

Digitale terrestre e Rete4


Facciamo un breve quadro della situazione:
Dopo una legge fatta da Craxi appositamente per Berlusconi, che gli permette di mantenere le tre reti televisive (legge Mammì) nonostante l'illegalità a monte dopo l'acquisto di Rete 4, nel 1997, la legge Maccanico stabilisce che un solo soggetto non può avere più del 20% delle concessioni televisive e del 30% per i proventi pubblicitari; le frequenze di Rete4 devono essere liberate e concesse ad altri tramite gara.
Nel 1999 Europa 7 vince la gara per le frequenze.
Si susseguono una serie infinita di rinvii e temporeggiamenti, che non permettono ad Europa 7 di usufruire delle frequenze che gli spettano.
Nel 2002 finalmente interviene la Corte Costituzionale, che fissa un tempo limite entro il quale Rete 4 dovrà liberare le frequenze: il 31 dicembre 2003.
Entro il 2003, guarda caso, il governo Berlusconi si affretta a creare la famosa legge Gasparri, con la quale si rinvia ulteriormente il limite fino al 31 dicembre 2006, che oltre ad aumentare i vari limiti con giochetti retorici, introduce il concetto di Digitale Terrestre. Nonstante i tentativi di opposizione del Presidente della Repubblica, alla fine la legge passa.
Nel 2006, l'Unione Europea stabilisce che la legge Gasparri non è compatibile con le direttive europee. Motivo principale è che il tanto pubblicizzato (e obbligato) passaggio al Digitale Terrestre favorisce il duopolio Rai-Mediaset, a sfavore di altri concorrenti. Per di più i finanziamenti statali per l'acquisto del decoder sarebbero assolutamente inaccettabili, dato che portavano vantaggi ad un solo tipo di digitale (il fatto che il maggior produttore di decoder sia un'azienda la cui sede italiana è gestita da un certo Paolo Berlusconi lo sorvoliamo) che, ancora una volta, favorisce il duopolio Rai - Mediaset contro altre forme digitali equamente valide (come Sky).
Nel 2007 questa violazione si è trasformata in sanzione.
Nel 2008, un'ulteriore sanzione è stata decisa dall'Unione Europea per Rete4, che nel frattempo ha continuato indisturbata a trasmettere su frequenze non sue.


Quindi riassumendo:

  • Rete 4 dal 1999 usa ABUSIVAMENTE delle frequenze che appartengono a Europa 7;

  • L'Italia pagherà una multa per i finanziamenti all'acquisto dei decoder per il Digitale Terrestre;

  • L''Italia pagherà una multa di 300 mila euro giornaliere per ogni giorno in cui Rete4, a partire dal 2006, ha trasmesso e trasmetterà abusivamente. Fate due conti.
Indovinate cosa significa che l'Italia pagherà? Da dove vengono i soldi dello stato? Che sia forse dalle nostre tasche come i finanziamenti per Alitalia? Siamo noi a finanziare i casini che combinano le aziende private italiane? Se io creo un'azienda e mi va male anzi che fallire lo stato paga i miei debiti? O devo prima diventare presidente del consiglio...?
Mmmm... eh si, questa è democrazia.

2 commenti:

marcella106 ha detto...

Quindi i miliardi di euro che il sig. Francesco Di Stefano riceverà come risarcimento ( sacrosanto) per le mancate frequenze ad Europa 7, vengono dalle nostre tasche e non da quelle di Berlusconi?????????
E noi sardi, gabbati dalla bufala del digitale, con dei canali analogici cancellati , costretti all'acquisto dei decoder..... del fratello........chi ci ripagherà?????????????

donazione ha detto...

Pregare ogni giorno della mia vita affinché Berlusconi, Emilio fede ed altri di cui, per brevità non faccio i nomi, schiattino, non è reato, vero?